Fuggendo della crisi, europei brillano con la gelateria Bacio di Latte a San Paolo

L'italiano Edoardo Tonolli e lo scozzese Nick Johnston, soci della gelateria Bacio di Latte

L'italiano Edoardo Tonolli e lo scozzese Nick Johnston, soci della gelateria Bacio di Latte

Materia scritta da Priscila Zuini della rivista di Finanza Exame, nel 03/02/2012 con oltre 35.000 views. Vedi l'originale in portoghese.
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San Paolo – Chi passa al numero 136 della Via Oscar Freire, a San Paolo, è sorpreso dal movimento di persone che entrano nella gelateria Bacio di Latte, fatto sorprendente per un business con qualche anno di vida. A capo della azienda, sono nelle mani dell'italiano Edoardo Tonolli ed del scozzese Nick Johnston.

Tonolli lavorava nelle finanze a Milano quando a deciso di aprire un business. “Ho vissuto sei mesi in Brasile e, dopo quando sono arrivato in Italia, la crisi aveva iniziato. Avevo già in mente di aprire qualcosa nel settore alimentare insieme a mio fratello. Eravamo in dubbio tra una caffetteria e una gelateria, raconta. La scelta fu per il gelato.

Con la crisi che si aggira per l'Europa - oltre alla spesa pubblica incontrollata, l'Italia ha un rapporto debito/PIL di oltre il 120% -, Tonolli ha deciso che la cosa migliore sarebbe rientrare in Brasile. "La crisi in Europa ha motivato in 95% nel nostro rientro in Brasile," dice. "Le tasse brasiliani sono inferiori a rispetto gli italiani e qui hanno meno burocrazia. Per aprire un business in Italia, ci vuole un anno più o meno", spiega.

Presentato a Tonolli da una amica comune, Johnston subito si rianimò con l'idea di diventare imprenditore in Brasile. "Avevo già vissuto a San Paolo, alla ricerca di un'opportunità e credendo in Brasile senza sapere esattamente quello che sarebbe accaduto. Ho trovato il fratello di Edoardo in Svizzera, lui mi ha spiegato il progetto e in un secondo ho accettato", dice. Secondo lui, la mancanza di un gelato di qualità e di un'ampia ed esigente clientela faceva di San Paolo il luogo ideale per l'installazione del business.

Dopo l'inaugurazione nel gennaio del 2011, la gelateria ha vinto importanti premi come il miglior gelato secondo l'edizione 2011 di "Veja Comer & Beber". Nello stesso periodo, l'azienda è cresciuta del 120%. Molto di più di quello che i soci immaginavano. "L'idea era quella di avere un negozio di modello sulla via Oscar Freire per sapere se il pubblico avrebbe accettato la nostra proposta per un gelato di qualità al prezzo più competitivo possibile. Alla fine, è stato molto più di quanto pensavamo", dice Johnston.

Ape Gelateria, una novità per i brasiliani.

Ape Gelateria, una novità per i brasiliani.

Una delle 36 gelaterie, presso un centro commerciale.

Una delle 36 gelaterie, presso un centro commerciale.

La Crescita

Senza rivelare i dati di entrate e di vendita ("per superare in astuzia la concorrenza", scherzano), i soci cominciano a pianificare per la crescita. "Stiamo vedendo come aumentare le dimensioni della catena, senza perdere la qualità," racconta Tonolli.

Secondo loro, ogni negozio dovrebbe avere la propria produzione per garantire la consistenza e il sapore del gelato. "Si perde fino al 80% di cremosità durante il trasporto", spiega. Loro non rivelano l'investimento per aprire un negozio, ma solo il costo dei macchinari raggiungere mezzo milione di reais.

Per i prossimi due mesi, il brand aprirà due negozi, uno a Moema e l'altro al centro commerciale JK Iguatemi, entrambi nella capitale "paulista" - San Paolo. "Abbiamo in programma di aprire circa 20 negozi nei prossimi tre anni a San Paolo", afferma Tonolli.

La zona dei "Jardins" (Giardini) dovrebbe anche ottenere un negozio in più. "Alcuni centri commerciali di Rio già ci hanno invitato ad aprire un negozio, ma è meglio fare le cose più organicamente. Iniziare qui da San Paolo, e quando si ha una buona struttura possiamo andare altrove", spiega Tonolli.

La principale preoccupazione dei membri oggi è quello di mantenere la qualità del business. Per questo motivo, raccontano che rifiutano le richieste di concessioni ogni settimana per evitare di perdere il controllo della società. "È molto facile da aprire molti negozi e perdere il controllo. La nostra idea è quella di rendere diversi negozi concentrati a San Paolo e risolvere tutte le questione logistiche, processi e gestione di cui avremo bisogno. Dopo, anche si può pensare nel franchising", dice Johnston.

Produzione Artigianale

Non ci sono strategie di marketing, l'azienda è cresciuta con il passaparola. I 35 gusti disponibili sono prodotte ogni giorno per soddisfare la domanda - apparentemente senza fine - dei consumatori.

Con un prezzo medio di 10 reais, i clienti possono degustare fino a tre sapori per coppetta. "Il cioccolato belga è il favorito", dice Johnston.

Nonostante la produzione locale, l'80% della materia prima viene importata. "A parte il latte e lo zucchero, il resto viene dall'estero. La base del gelato e le macchine sono made in Italy. La pera proviene dall'Argentina e limone dalla Sicilia. Ma ciò che si può trovare qui, come un frutto, non vedo perché non utilizzare ", afferma Tonolli.

Secondo l'imprenditore, alcuni fornitori italiani apriranno un stabilimento in Brasile o in Sud America. "Sto contando su di esso per non avere più bisogno di importare. Porteranno il prodotto dall'Italia per fare l'ultimo livello di finitura qui", racconta.