SEO Internazionale - Vendere in Brasile

Dopo il boom della globalizzazione e la creazione della UE, attraversare una frontiera commerciale in Europa è quasi come un gioco da bambini, ovviamente se sai usare le regole del gioco. E per arrivaci in Brasile? Un bellissimo paese tropicale con più di 200.000.000 di abitanti, affamati di novità e con tanti italiani migrati nello scorso secolo, tra cui il famoso imprenditore siciliano Francesco Matarazzo nell’ottobre di 1881 imbarcò per il Brasile con un piccolo carico di generi alimentari tipici e di strutto, con l’obiettivo di commercializzarli presso le comunità di emigranti stabilite nei pressi di San Paolo. 

Per primo capire che il Brasile non è soltanto carnevale, calcio, prostituzione e giungla, un preconcetto più tosto popolare e diffuso. Studiare e essere informato sul quello che succede nell'economia è molto importante, e se non lo sai ancora la moneta brasiliana si chiama "Real" e ha come sigla R$, il cambio a volte oscilla molto. Nel 2015 l'economia brasiliana era molto più debole di adesso e 1,00 € euro a toccato la casa dei R$ 4,20 reais, e questo per chi era in Italia non fu per niente gradevole. 

Richiedere una ricerca di mercato ben precisa sarebbe molto importante, come ha fatto la catena di gelaterie italiane aperte in Brasile nel 2011 Bacio di Latte con 36 gelaterie in San Paolo e Rio, un vero case di successo, leggete l'articolo del loro successo imprenditoriale che ho tradotto. Un'altra possibilità se ti poi permettere è fare come Amedeo Mazzocco, 27enne originario di Arzignano (Vicenza), che è partito da San Pietro di Feletto ed è arrivato in una piccola città dello Espirito Santo in Brasile ed ora produce dai 40 ai 60 chili di formaggio al giorno.

Finalmente arriviamo al digitale, che ci può aiutare ancora di più, se non si può uscire dall'Italia per "n" motivi, oppure se hai già un business avviato e vorresti ampliare le vendite, avere un sito web multi-lingua è il primo passo, in questo caso in lingua portoghese. Adeguarlo per il supporto di più varianti di una stessa lingua, richiede una serie di accorgimenti specifici. Maile Ohye - Development Programs Tech Lead di Google - ha realizzato un interessante video (in inglese, ma poi attivare i sottotitoli), piuttosto ampio e dettagliato, sull’utilizzo del rel=”alternate” hreflang nel processo che porta alla creazione di un sito multi-lingua ed ha toccato molti aspetti sia tecnici che di usabilità ai quali dobbiamo saper fare molta attenzione.

Come rendere il tuo sito multi-lingua

Ohye ha diffuso, assieme al filmato, una rica presentazione composta da 35 slide sull’argomento. Potete consultarla liberamente, in lingua inglese, in questa pagina.

Nel video, Ohye si riferisci ai siti in inglese americano e britannico, e lo stesso vale per i siti in portoghese di Portogalo e per il portoghese del Brasile, come viene riportato nella immagine che ho creato apposito per aiutarvi.

Esempio della ricerca di prodotti in Brasile

A chi cerca da una particolare regione o in una determinata lingua potrebbe non essere mostrato in SERP il miglior URL, anche se effettivamente ne esiste uno.

Nell’esempio, ad un utente sulla versione brasiliana di Google viene mostrato un sito in PT cioè, portoghese. Probabilmente l’utente è comunque in grado di comprendere il messaggio, ma il risultato non è comunque il migliore possibile se esiste una versione .com.br del sito in questione o se sul .com esiste una versione /pt-br (portoghese-brasiliano).

I possibili problemi:

  • La SERP potrebbe presentare due risultati molto simili dallo stesso sito, confondendo l’utente. Ad esempio sulla stessa SERP potrebbe essere presente sia la pagina /pt/ sia /pt-br/ e questo disorienterebbe sia chi cerca dal Portogalo sia chi cerca dal Brasile.
  • Il motore di ricerca potrebbe non conoscere tutte le versioni nelle varie lingue di ogni singola pagina.

Risorse

[dove possibile tradotte]